CRISTO AVANZA

  Ogni periodo storico ha la sua moda, che è la forma di manifestazione di ogni suo atteggiamento di pensiero. La corrente dominante del nostro tempo è stata il materialismo con tutte le sue conseguenze in ogni campo. Come mai oggi, nel bel mezzo di questa corrente che tutto ha permeato nasce tra noi la moda delle apparizioni, del miracolo, nasce nelle masse una così imprevista e diffusa manifestazione di sentimento religioso? I fatti provano dunque la tesi da tempo largamente da me sostenuta, cioè che noi siamo nel profondo dell’ avvallamento dell’onda involutiva e che è proprio da questo punto che si inizia l’ascesa. Ascesa oggi incredibile per chi vede solo in superficie, e che pure invaderà tutto l’orizzonte di domani, formando la realizzazione di quell’idea che oggi pare utopia e per cui lotto: la Nuova Civiltà del III° millennio.

Non v’è spazio per fare ipotesi. Ecco i fatti. Qui si tratta di movimenti religiosi delle masse, i quali non si provocano artificialmente. Essi sono spontanei. Essi non obbediscono a nessun comando di dirigenti umani. Le leggi della vita seguono un piano logico e entrano in funzione nel momento adatto, senza preoccuparsi di darci spiegazioni, ma solo di raggiungere i loro scopi. La concezione materialista ha fatto credere ai dirigenti che l’opinione pubblica si possa oggi fabbricare a macchina, in serie, con la radio e la stampa. Non è vero. Vi sono correnti di pensiero indipendenti che si infischiano di tale industria. La vita ci mostra che in momenti decisivi l’anima collettiva cammina da sé, indipendentemente dal controllo dei soliti dirigenti in qualunque campo.

Nell’attuale momento difatti, ideologie edonistiche straniere tendono alla formazione di ben altro ordine di idee, basato sull’interesse e benessere materiale. Come mai tale propaganda, che pur dovrebbe attrarre perché così utilitaria, ha ottenuto proprio l’effetto opposto, e in pratica ci troviamo invece di fronte ad un innegabile risveglio religioso? Né esso è un prodotto artificiale, voluto dalla Chiesa. Esso è qualcosa di più profondo di quanto può volere il singolo, una autorità, le stesse masse umane che gli obbediscono. E come mai gli eventi storici prendono all’improvviso una piega così imprevista?

Osservo un fatto. Nel 1939, quando dal 1932 sentivo (tutto pubblicando) i terrori della guerra, nessuno la temeva e vi cademmo dentro con l’incoscienza dei bambini. Oggi che l’orizzonte non è nemmeno tanto oscuro, come allora, tutti vivono nel terrore di una guerra. Ma non lo è di una nuova, o è piuttosto il ricordo dell’ultima così recente? E allora questo risveglio religioso è connesso a tale diffusa psicosi di guerra? La terra oramai appare all’uomo come qualcosa di infernale, di inabitabile.  Allora egli cerca rifugio altrove, in Dio. Ed eccolo guardare in cielo, a Cristo e ai santi, ad un altro mondo. E alla terra, che il materialismo aveva indicato come paradiso immediato e sicuro e che di fatto è diventato un inferno, si volgono le spalle. Tale disinganno spinge l’uomo a cercare la vita altrove. Ecco che le forze del male collaborano per il trionfo di quelle del bene.

Tutto ciò è logico. Ma finisce qui? La disfatta del materialismo con il fallimento delle sue promesse è clamorosa e ha colpito e in profondità. Lo hanno capito tutti. Il mondo sente che il materialismo ci ha tradito e lo ripudia. Il mondo precipitato nel dolore, ha visto il vero volto di Satana prima nascosto dietro le false promesse. E allora? Allora ecco il germe della reazione e il prima impulso verso una nuova direzione, opposta, quella spirituale. E’ così che l’onda della vita, dopo tanta discesa, giunta in fondo, tende a risalire. Il male operato dal materialismo fu grande, ma l’uomo è libero e deve provare per imparare. La lezione fu dura e ha macerato la nostra carne. Non è facile dimenticare, col sangue di cui grondiamo. Qualcosa di immenso e nuovo deve maturare, perché Dio non ci fa soffrire invano, ma solo per il nostro bene. Le leggi della vita vogliono che tutto approdi infine al bene, che bene nasca dal male pur rispettando l’umano libero arbitrio.

Che avviene dunque oggi nel mondo? Avviene una inversione di rotta. Questa inversione si inizia nelle masse nella forma più elementare: il sentimento religioso. Oggi ciò può apparire fanatismo. Ma domani salirà ai più evoluti, ai dirigenti che ne verranno trascinati, si raffinerà come sentimento e manifestazione, si consoliderà con la ragione e la scienza e darà, in forma tanto più evoluta, un nuovo aspetto al mondo. Tale rinnovamento non può venire dai dirigenti di oggi, perché essi non sono in ogni campo, così evoluti da poter assumere la direzione di un rinnovamento del mondo in senso spirituale. Il rinnovamento si inizia dalle folle, naturalmente in forma primitiva, quale esse sono. Esso è come una marea, una inondazione che sale lenta, in silenzio, tutto invadendo, sale senza grida, propaganda, armi, guerra, ma sale: non proviene come solito dall’esterno, da coazioni, partiti, gerarchie, classi dirigenti, basandosi su mezzi economici e volontà umane. Ma proviene dall’interno, dagli animi, da un bisogno istintivo, da un comando di Dio che parla tacito nel cuori e li trascina. Anche le vie e i metodi sono capovolti, agli antipodi di quelli umani ora

vigenti.

E’ strano! Questa marea saliente del bene è sostenuta e incalzata a salire dalle spinte del male! La fase materialista ha generato uno spirito di lotta, il principio egoistico su cui essa si basa, è scissione satanica che porta il distruzionismo, con un crescendo continuo implicito nel Sistema e che oramai fatalmente lo porta al crollo finale, unica sua soluzione. Il conflitto umano tra idee e interessi, è oggi così spasmodico che la vita non può più sopportarlo ed esso non può fare a meno di esplodere, e con ciò di risolversi ed esaurirsi. L’uomo non può più. Da ciò la rivolta. In fondo alla attuale discesa involutiva dell’onda storica, vi è un vertice al negativo, un punto critico, di massima tensione, in cui l’edificio di forze formatosi secondo quel sistema, in quella direzione separatista-distruzionista, non può fare a meno di crollare, fragorosamente crollare. La risurrezione in direzione opposta, della vita che non può finire, è implicita e fatale. Ecco dove va a finire questo primo sintomo attuale dell’ istinto risveglio del sentimento religioso nelle masse.

Uomini e governi, ogni autorità umana in terra, sono stati in genere sinora prevalentemente egoisti. La lotta dominante ha pesato anche su di essi imponendo loro per primo di pensare alla propria autodifesa. In ogni campo, anche spiritualmente, la vita si è dovuta per forza basare sulla lotta e l’imposizione. Del resto le folle erano vero gregge inconscio a cui bisognava non solo insegnare ma anche imporre ciò che esse dovevano credere, pensare e fare senza diritto di giudizio, che avrebbe portato anarchia. La necessità di unità implica asservimento di coscienze in ogni campo. Non si poteva pretendere un funzionare per convinzioni, da parte di masse incapaci di averne oltre quella del ventre e del sesso. Ma oggi l’uomo incomincia a cercare di capire e voler capire da sé. E il principio di autorità perde sempre più valore di fronte alla mente moderna che è adatta più a funzionare per persuasione spontanea che per accettazione obbligata. In modo che quel principio una volta utile, oggi può essere dannoso. Ma chi potrà costringere i dirigenti così istintivamente portati a riposare nelle loro posizioni di comando cosi faticosamente conquistate, se non la tonante voce della vita che li investe parlando attraverso le folle? Tale voce li disturba, ma dove potrebbe altrimenti parlare la vita, se le altre porte sono chiuse? Allora solo, essi per salvare le loro posizioni, corrono ai ripari, seguono, si modernizzano; i dirigenti vengono diretti così dalla vita che tutto comanda. E così tutto si muove, anche essi arrivano, sebbene per ultimo, e la vita avanza.

L’uomo attraverso il dolore si desta oggi ad una maturità nuova. Guai a non tenerne conto. Alla crescita dello spirito, centro della vita, non si resiste. L’ideale dei dirigenti in ogni campo fu nel passato la vittoria su altri esseri umani, attraverso rivalità, lotte e sopraffazioni senza fine. L’eroe della razza fu il guerriero aggressivo, l’ideale fu la conquista, la grandezza consistette nella dominazione attraverso l’asservimento. Armonia e cooperazione nel mondo furono nella pratica un inconcepibile, l’utopia. Siamo oggi ad una grande svolta, per cui l’uomo stanco di sopportare gli effetti collettivi della universale sua ferocia, si formerà un nuovo ideale, biologicamente più redditizio. Il suo eroe non sarà più quello imperialista di un Giulio Cesare, di un Carlo Magno, di un Napoleone, ma quello di chi concepisce il mondo come una unità armonica e cooperante e per questo solo opera. Ma a questo sì poteva giungere solo oggi in cui il mondo tende a riunirsi sotto un solo governo, i mezzi di comunicazione, moltiplicando i rapporti, permettono una fusione in altri tempi impossibile. Anche allora si tendeva alla unità, ma l’era troppo involuta non la permetteva che per approssimazioni.

Tutto ciò sembra oggi irrealizzabile. Eppure il mondo è ridotto a solo due o tre grandi unità. Che queste si armano per distruggersi a vicenda, prova che esse non possono fare a meno di decidere per la supremazia assoluta nel mondo,  in una fatale gara eliminatoria per l’ultimo campionato. Questa darà l’unità e con ciò la fine della guerra. Essa non può finire per pacifismi teorici o finti disarmi, ma per la vittoria finale di uno solo, scelto dalla vita nella selezione naturale attraverso la lotta senza pietà, uno solo biologicamente scelto quale il più dotato delle qualità necessarie, e che nella prova dimostri di essere il migliore. Con ciò l’era dei conflitti, dopo un tremendo crescendo, si esaurirà, e allora da essa potrà nascere l’era nuova, quella dell’armonia e collaborazione, l’era nuova della conoscenza e dello spirito.

Tutte le energie del mondo,demografiche, belliche, economiche ruotano attorno a questi Principi. Ogni razza, ogni nazione li attua nella propria forma. Ma l’idea fondamentale che avanza attraverso tanti differenti mezzi e manifestazioni esteriori, è il ritorno di Cristo, e la vera attuazione in terra del Vangelo. Questo finora fu purtroppo più predica e teoria, che pratica. Cristo avanza. Per quanto le prime manifestazioni avvengono come espressione religiosa delle folle. Questi moti religiosi popolari sono il primo e vero sintomo dell’avvenire. Le stesse forze del male vengono utilizzate dalla vita per questo ritorno di Cristo. Egli è al centro della nuova civiltà, è la grande potenza della nuova ascesa umana. Egli è il principio dell’amore che concreterà la nuova unità, che sarà non solo di direttive sociali, di interessi, ma anche di fedi e di religioni. In Cristo, ultima mèta, si esauriranno e si spegneranno tutti gli attuali conflitti umani. Cristo farà risorgere con Lui l’umanità, dalla tomba del materialismo nella nuova luce della percezione e coscienza spirituale. La grande forza che fa pressione attraverso tanti attuali conflitti per risolverli e vincerli, è Cristo. Egli ispira alcuni isolati a Lui più vicini e li fa parlare. Egli parla nell’istinto delle masse, orientandole in forme inattese verso nuove forme di coscienza. La vita non può non rispondere all’appello di Cristo. Il mondo sa che tra gli uomini non vi può essere un Salvatore e lo aspetta dal cielo. E Cristo liberatore si avvicina. Il disperato grido di dolore dell’umanità straziata Lo chiama, uguagliata nella sofferenza, senza distinzione di classi, di fedi o di razza. Già si aprono le vie spirituali della Sua presenza tra noi. Tutto è evidente e pronto negli eventi e nessuno può fermarli. Tutto, anche il male, gli apre la via. Attendiamo con gioia la finale, fatale apoteosi del bene.

Pietro Ubaldi

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