MESSAGGIO AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA’

Nel XIX Centenario della morte di Cristo

Dall’alto della Croce vi guardo, uomini di buona volontà, senza distinzione di razza o di fede. Ciò vi divide, la mia parola vi unisce. Non parlo qui solo ai Cristiani, ma parlo a tutti i miei figli, che so-no i giusti della Terra, di qualunque razza o fedi essi siano.

Io parlo a tutti, non importa quale sia la vostra distinzione uma-na. La mia parola è universale come la luce del sole. La Divinità non si può isolare in una chiesa particolare. Io dico il vero e il giusto e, a chiunque sia detto, esso resta tale. La menzogna che mi travisa passa. Io resto. Non importa se la bontà è sfruttata dai malvagi. Il Bene trionfa. Io amo tutti.

Voi uomini cercate i puri vessilli per farvene mantelli. E chi può impedire sulla vostra Terra di ipocrisie che i cattivi si nascondono al l’ombra delle cose pure, che i falsi non prendano gli splendidi mantel-li per coprirsene? Allora le fedi, le religioni sono non più un’idea, un principio, ma un fascio di interessi, una organizzazione di casta.

Così vi siete foggiate gerarchie e sette e ordini e grandezze che non hanno rispondenza nel cielo. La vostra classificazione è tutta umana e fittizia, perchè risponde alle apparenze della Terra, non ai valo-ri intrinseci dello spirito. Tutto resta quindi laggiù e non si innalza oltre la Terra.

La mia divisione è diversa. Gli scelti sono quanti mi seguono nella mia via di dolore, rinnuncia, umiltà, amore. Venite a me, voi che soffrite. Voi siete i grandi, gli eletti del cielo. Questa è la mia distinzione. Quelle umane non contano. Non conta il mantello ma l’uomo che vi è sotto. Solo sulla via del dolore e dell’amore voi troverete i miei grandi gerarchi. Ecco dove, nell’assurda lotta tra tante voci e organismi contrari, voi troverete il bene, la giustizia, la verità.

Ovunque nei vostri aggruppamenti sono i buoni e i malvagi, questi ultimi spesso intenti a disputarsi una verità che nessuno di essi possiede. La verità è nel cuore e nelle azioni, non nelle forme e vostre posizioni umane. Cercate il Bene; cercate, ovunque esso sia, l’uomo, non il vessillo. Fate questione di uomo, nuda e intrinseca realtà nei suoi inti-mi valori, non dei segni che lo distinguono al di fuori. Questi si possono falsificare, l’uomo no. Il vessillo può ridursi al indice di interessi collettivi, l’uomo va solo per la via del suo destino.

Giusti ed ingiusti son dunque confusi sulla Terra per provarsi a vicenda e li troverete accanto, i veri e i falsi, sotto lo stesso nome di verità. Solo io che leggo nei cuori distinguo, come distingue la voce della vostra coscienza, dove io parlo. I miei figli son quindi ovunque, ma voi non li vedete. Io solo li vedo; il dolore e la morte che uccidono gli altri, li esaltano. La mia distinzione è al disopra di tutte le categorie umane.

Il mio regno non è della Terra, il suo Re non ha corpo fisico, i suoi grandi laggiù non posseggono, ma soffrono ed amano. La mia più profonda religione non ha forma terrena, nessuna di quelle esteriorità concesse alla materia e imperfezione umana, che furono sempre la base di tut-ti gli abusi. Il mio altare è il dolore, la mia preghiera è l’amore, la mia religione è l’unione con Dio nel pensiero e nelle opere. Io sono, al di sopra di tutte le forme che vi dividono, il principio che tutti vi unisce, uomini della Terra, nel mio amore.

 

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