MESSAGGIO DELLA NUOVA ERA

Sera della vigilia de Natale 1953,in S.Vicente

(S. Paulo – BRASILE)

Nel silenzio della notte sacra, come la prima volta che ti parlai per iniziare l’Opera, torno a parlarti, dopo tanti anni di suo sviluppo.

Torno nel mio ritmo decennale, incominciato nella Pasqua l933 col Messaggio agli uomini di buona volontà e Messaggio ai Cristiani, e continuato nella Pasqua 1943 col Messaggio della Pace.

Questa volta, dopo ancora dieci anni, nel 1953, torno a parlarvi, ma nel Natale, perchè questo è il giorno di nascita e questo è il Messag-gio della vita nuova: nel Natale, come fu per il primo del 1931, perchè, dopo tutti gli altri Messaggi Pasquali, questo è il Messaggio che conclude la serie.

Vengo a darvi la parola della speranza, perchè nel caos del mondo stanno spuntando le nuove prime luci dell’alba. I1 tempo cammina e siete entrati nella seconda metà del secolo, nella quale ciò che fu pre-detto nel mio primo Messaggio del Natale 1931, si avvererà. Siete entrati cioè nella fase di preparazione attiva della nuova civiltà.

Vengo a parlarvi nell’ora voluta dal ritmo che presiede allo svolgimento ordinato degli eventi, come è voluto dall’Alto.

I1 lavoro ha avanzato tenace e costante, per venti anni che ora stan terminando, attraverso tempeste che hanno distrutto nazioni e sconvolta la carta politica del mondo; ha avanzato a tutto resistendo, costante e tenace, come le cose volute dall’Alto. Il lavoro ha avanzato nascosto nel silenzio, protetto dall’ombra della generale indifferenza, apparentemente affidato ad un povero uomo solo, con mezzi umani minimi, vincendo con le sole forze della sincerità e della verità, nella forma più umi-le e semplice, mentre le vostre maggiore organizzazioni umane crollavano. Oggi il miracolo è compiuto. Questa è per voi una prova di verità.

Voi avete oggi dinanzi agli occhi un sistema completo, che con un principio unitario risolvi tutti i problemi, e dà risposta a tutti i quesiti. Oggi avete l’orientazione che vi dà la chiave per spiegare gli enigmi dell’universo. Voi potrete usarla ormai anche da soli, per continuare l’indagine all’infinito nel particolare analitico.

Le generazioni passeranno, guardando la ciclopica costruzione di pensiero elevata verso l’Alto nell’ora del destino del mondo. Al verti-ce della piramide splenderà una luce per illuminare il mondo e questa luce si chiama: CRISTO.

E le generazioni andando, andando per lo sterminato cammino del tempo vedranno da lontano il faro che loro indica la via, se lo indicheran-no l’un l’altro, dicendo:”Coraggio! “Duro è il dolore e lunga la stra-da dell’evoluzione, ma abbiamo una guida. Da lassù il Cristo ci guarda e ci parla. Non siamo soli, Egli è con noi. Ai suoi piedi, suo piedistallo, è la piramide della conoscenza, fatta di pensiero che è la Sua luce. Al-la fase più elementare della fede è succeduta la fase più avanzata della conoscenza, con cui si completa l’Amore. E, con la conoscenza, Cristo ritorna alla Terra per realizzarvi il Suo Regno, già da venti secoli annunziato.

 

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Il ritmo dei Messaggi incominciò nel Natale 1931, continuò nel 1932 e terminò nella Pasqua 1933, (nel XIX Centenario della morte di Cristo), poi rieccheggiando solo per ritmo decennale. Il primo Messaggio appar-ve sul finire del 1931, come il corpo di Cristo fu sepolto la Sera del Venerdì Santo.

I Messaggi continuarono ad apparire nel 1932, come il corpo di Cristo continuò a giacere nel sepolcro nel Sabato Santo. Essi terminarono con l’ultimo Messaggio, nella Pasqua 1933, centenario della Sua morte, come il Suo corpo risuscitò all’alba del 3° giorno. Essi sono poi ritornati la 2° e la 3° volta, con un ritmo di dieci anni, e ora compiono i venti anni, equivalente ai venti secoli trascorsi da allora.

Vi indico queste armonie, che il mio strumento ignorava, nè da lui predisposte, ma a sua insaputa dall’Alto, per farvi comprendere il significato di esse. Ciò che è armonico discende dall’Alto, ciò che è dissonanza proviene dal basso. Questo Messaggio di oggi corrisponde alla fine del II° millennio e vi lancia in braccio al III°, della nuova civiltà. Questo corrisponde al 3° giorno, all’alba del quale avvene la Risurrezione. Questa imprevedibile concordanza di ritmi, questa musicalità anche nella forma della genesi dell’Opera, sia per voi un’altra prova di veri-tà.

Poichè questo Messaggio vi lancia in braccio al III° millennio, esso si chiama il Messaggio deIla Nuova Era. Il mondo materialista sta lottando frenetico per la sua autodistruzione. Il drago sarà ucciso dal suo stesso veleno. La vita che mai muore sta preparandosi per sostituirsi al vecchio un nuovo mondo: il regno dello spirito, nella cui realizzazione Cristo trionferà. L’umanità ha atteso due mila anni intorno alla Buona Novella, ma finalmente è giunta l’ora di attuarla. La vita profitterà delle tempeste che le forze del male stanno per scatenare, per purificarsi, profitterà della distruzione per ricostruire più in alto.

Così ripeto ora la parola del mio primo Messaggio del Natale 1931: “La distruzione è necessaria… Un grande lavoro di dolori è necessario perché l’umanità ritrovi l’equilibrio liberamente violato; grande male, con dizione di un bene maggiore. Poi l’umanità purificata, alleggerita, più selezionata per aver perduto i suoi elementi peggiori, si raggrupperà in-torno agli ignoti che oggi soffrono e seminano in silenzio e riprenderà rinnovata il cammino ascensionale. Una nuova Era incomincerà in cui lo spirito, e non più la materia, ridotta in schiavitù, dominerà…”

Trovate cosi le stesse parole al principio, come alla fine. Ma oggi sieti venti anni più avanti nel tempo, cioè maturazione di eventi. Oggi vi trovate nella pienezza dei tempi. Quell’idea, già sviluppata attraverso tanti volumi, si avvia oggi a diventare realtà. La luciferiana rivolta dell’ateismo materialista sta per ingaggiare contro Dio la sua ultima lotta disperata per il trionfo assoluto, sforzo supremo che terminerà col suo crollo assoluto. E Dio farà vedere all’umanità atterrita, pel bene di essa, che Egli solo è il padrone assoluto.

Siete ancora tra le fitte nebbie. Ma al di là di esse il sole già splende ed è pronto a spuntare per inondare il mondo di luce e calore. L’altra sponda del Nuovo Regno è prossima e l’umanità sta per approdarvi. Già il nuovo continente appare all’occhio del navigante esperto e l’umanità, dopo la grande traversata di due millenni, può gridare: terra,terra! Perciò, questo si potè chiamare il Messaggio della Nuova Era, perchè esso non e più l’annuncio della Buona Novella, ma è l’annuncio della sua rea-lizzazione.

Come tutto si è compiuto sin qui con inesorabile ritmo, così tutto continuerà a compiersi. Con questo secondo Messaggio decennale è coperto il periodo del II° millennio, è compiuto il ritmo preparativo del terzo giorno della Risurrezione, come del III° millennio. Ora che vi ho condotto sin quì, fino alle porte di questo, col presente Messaggio, il ciclo dei Messaggi è compiuto. Esso ha preceduto ed accompagnato l’Opera, che ora continua nell’emisfero opposto a quello dove essa fu iniziata e svolta, sulle sponde delle nuove terre dove nasceranno le nuove grande civiltà dell’avvenire.

La piramide è là. Mentre il mondo andrà sempre più verso l’adempimento oramai fatale del suo voluto destino, su quella pietra poggerà il piede e radrizzerà la figura di Cristo, che ardendo, illuminerà come un faro la strada ai viandanti in cerca di luce, per orientarli sul lungo cammino delle ascensioni umane.

Abbiate fede, abbiate certezza. La Nuova Era vi attende. Nella lotta immane Cristo è il più forte, ed Egli sarà con voi e con quanti credono.

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